
“Il cantu a tenore è quattro voci che diventano una sola. Non è armonia nel senso classico — è qualcosa di più antico, che viene da prima della musica scritta. La prima volta che lo senti, ti cambia qualcosa dentro.”
Il cantu a tenore è il canto polifonico maschile tipico della Barbagia — riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità nel 2005. È una forma di canto a quattro voci (sa boche, sa mesu boche, sa contra, su bassu) che produce un’armonia unica, con risonanze gutturali e nasali che non esistono in nessuna altra tradizione musicale europea.
Non si impara in un conservatorio — si impara nelle balere e nelle cantine, di sera, tra uomini che si conoscono da sempre. È un canto sociale, comunitario, che ha sopravvissuto a secoli di dominazione straniera perché è stato custodito nei borghi dell’interno dove nessuno arrivava. Oggi è ancora vivo — e ascoltarlo dal vivo in un cortile di Oliena o di Orgosolo è un’esperienza che non si trova da nessun’altra parte.
Nel 2005 l’UNESCO ha iscritto il cantu a tenore sardo nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità — la stessa lista che include il flamenco spagnolo e il teatro Noh giapponese. Il riconoscimento ha identificato specificamente i tenores dei comuni di Oliena, Orgosolo, Bitti e Fonni come custodi vivi della tradizione più autentica.
Le launeddas sono uno strumento a fiato composto da tre canne di dimensioni diverse — due canne tenute insieme nella mano destra, una nella sinistra — suonate contemporaneamente con tecnica di respirazione circolare (si suona senza mai interrompere il suono, inspirando dal naso mentre si soffia dalla bocca). Sono lo strumento a fiato continuo più antico d’Europa, rappresentato in bronzetti nuragici di 2.800 anni fa.
Il suono è ipnotico e continuo — una melodia bassa e un bordone che si intrecciano senza pause. Le launeddas accompagnano da sempre i balli tradizionali sardi (sa dansa, su ballu) e le cerimonie religiose. I maestri launeddisti sono pochi — una tradizione che rischia l’estinzione ma che nelle Cortes Apertas trova ancora il suo pubblico naturale.
Durante le Cortes Apertas i tenores si esibiscono nelle piazze e nei cortili aperti dei borghi. Non sono concerti programmati — sono esibizioni spontanee comunitarie. Seguire i suoni e la folla.
Il 28 aprile, Festa del Popolo Sardo, i balli tradizionali con launeddas e fisarmonica animano le piazze di tutta la Barbagia. Una delle occasioni più autentiche per vedere i costumi tradizionali in uso reale.
Il Museo della Musica Tradizionale Sarda di Bitti custodisce strumenti, registrazioni e documentazione del cantu a tenore. I Tenores di Bitti sono il gruppo più internazionalmente conosciuto — verificare calendario concerti.
Le feste patronali dei borghi di Barbagia includono sempre musica tradizionale e balli. Il periodo settembre-ottobre è ricco di feste locali — chiedere in loco per i programmi aggiornati.
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